Perché le case una volta erano meno ermetiche e perché spesso funzionava meglio

Ricordo la casa di mia nonna come un organismo che respirava male ma viveva molto. Le porte non chiudevano mai perfettamente. Le finestre lasciavano entrare il vento come se fosse un ospite sgradito ma familiare. Non è nostalgia da cartolina. È osservazione pratica. Le case costruite fino a metà Novecento avevano una relazione diversa con l aria esterna e quella relazione ha prodotto vantaggi e problemi che oggi molti progetti di efficienza energetica hanno dimenticato o banalizzato.

Una storia pratica dell aria nelle case

Per decenni la ventilazione domestica è stata un effetto collaterale della tecnica costruttiva e dei materiali. Le aperture non sigillate, le giunzioni imprecise, i camini sempre aperti e le intercapedini soffici rendevano l involucro permeabile. Questo significava che l aria interna veniva rinnovata continuamente in modo imprevedibile. Per chi viveva in quegli spazi era normale avvertire correnti fredde o pareti che tiravano. Certo non era il massimo del comfort moderno ma la composizione dell aria rimaneva, spesso, meno stagnante.

Perché questa permeabilità non è solo un difetto

La permeabilità controllata dagli errori costruttivi offriva tre benefici principali che raramente vengono celebrati nei manuali di efficienza. Primo, diluiva rapidamente gli odori concentrati di cucina e fumo di camino. Secondo, permetteva agli elementi umidi di disperdersi prima che rimanessero imprigionati dentro strutture fredde. Terzo, forniva una sorta di rinnovo d aria che mitigava, in modi non misurati, alcune sensazioni di chi viveva negli ambienti.

Non dico che fosse la soluzione perfetta. Dico che aveva trade off diversi da quelli che molti moderni cantieri intendono quando parlano di comfort e salute. La casa di legno ventilata poteva ammalarsi di freddo ma raramente soffriva di quell aria viziata che oggi definiamo in termini tecnici e che richiede strumenti per essere misurata.

Quando la sigillatura ha cambiato tutto

Con l arrivo dell isolamento moderno e dei serramenti a tenuta la partita è cambiata. Sigillare è stato un atto di responsabilità energetica ma anche di potenziale miopia. Isolare bene e rendere l involucro ermetico ha ridotto le dispersioni termiche ma ha richiesto una scelta: accettare una casa che non si rinnova da sola oppure prevedere sistemi di ventilazione obbligatori e progettati.

Joseph Lstiburek Principal Building Science Corporation Build tight ventilate right.

Questa frase non è soltanto slogan. È un comando operativo. Se costruisci o rendi la casa ermetica devi decidere dove e come entra l aria. Lasciare tutto al caso non è più una strategia.

Perché qualcuno ancora preferisce il vecchio modo

Esiste una sottocultura che giudica le case moderne troppo simili a scatole. Là c è la critica estetica ma anche la pratica. In edifici storici la scelta dei materiali e dei dettagli costruttivi permetteva una certa respirazione passiva senza concentrarsi su impianti meccanici. Per alcuni restauratori e proprietari questa respirazione è una qualità che non si misura in kilowattora.

Il paradosso della salute e della tenuta

Qui la questione si complica. Avere un involucro aperto non equivale necessariamente a migliore qualità dell aria. L aria che entra da crepe e sfiati porta polveri stradaie umiditá variabile e in alcuni contesti anche radon o agenti inquinanti. Al contrario un involucro ermetico senza ventilazione tecnica può intrappolare in casa composti organici volatili e umiditá prodotte dalle attività quotidiane.

Jack Hebert Founder Cold Climate Housing Research Center Build tight ventilate right is a simple but effective principle that provides a comfortable durable and stable living environment and lowers energy bills.

Non mi nascondo dietro un equilibrio neutro. Preferisco case che funzionano. Preferisco edifici progettati sapientemente dove la tenuta e la ventilazione sono parte di un disegno comune. Accettare il passato come unico modello non è utile. Negare il valore della ventilazione naturale che risiedeva in molti prototipi storici è invece stupido.

In cosa i vecchi metodi possono ancora insegnarci qualcosa

Primo insegnamento. La durabilità è anche una questione di gestione dell umiditá. Molte tecniche tradizionali avevano materiali e giunti che permettevano di asciugare le pareti. Sostituire tutto con membrane plastiche senza pensare al ciclo di umiditá garantisce spesso problemi di muffa nel lungo periodo.

Secondo insegnamento. La distribuzione dell aria era spesso meno centralizzata. Gli spazi erano pensati per microclimi interni. Cucine, camere e soggiorni avevano differenti strategie passive per spostare l aria e gestire il comfort. Lo standard unico non sempre è la risposta migliore.

Terzo insegnamento. L esperienza sensoriale degli abitanti contava. Correnti leggere o aperture pratiche creavano variazioni che le macchine difficilmente replicano senza una progettazione che consideri il comportamento umano.

Un paio di conclusioni non definitive

Chiudere il capitolo era necessario per ridurre consumi e sprechi. Ma non basta. La sfida odierna non è solo rendere le case ermetiche. È farlo con intelligenza. Progettare tenuta e ventilazione insieme significa accettare che la casa sia un sistema complesso e che le soluzioni semplici sono spesso peggiori di qualche imperfezione studiata.

Non ho una ricetta magica. Ho opinioni e urgenze. Preferisco case che non obblighino gli abitanti a improvvisare aperture durante ondate di muffa o giornate di aria irrespirabile. Preferisco sistemi che siano trasparenti nei loro costi manutentivi e che non richiedano miracoli da parte degli utenti.

Tabella di sintesi

Tema Vecchie case Case moderne ermetiche
Ventilazione Passiva incontrollata Controllata ma necessaria
Umiditá e durabilitá Asciugatura naturale con materiali traspiranti Rischio di condensazione se non progettata
Comfort Variabile e spesso freddo Più stabile se ben progettata
Qualitá dell aria Diluizione ma con impuritá esterne Buona se ventilazione meccanica presente

FAQ

Le case meno ermetiche erano realmente piú salubri?

Non sempre. La diluizione dell aria riduce la concentrazione di alcuni inquinanti generati internamente ma può aumentare l ingresso di polveri e agenti esterni. La salubritá dipende da molte variabili tra cui la qualitá dell aria esterna e le abitudini degli occupanti.

Perché oggi si insiste sulla tenuta se prima si costruiva diverso?

Per risparmiare energia e ottenere comfort termico. I materiali moderni e le tecniche permettono consumi inferiori ma impongono scelte di ventilazione deliberate. Il mantra moderno è quello di ridurre al minimo gli sprechi termici e compensare con ventilazione progettata.

Quali elementi del passato vale la pena recuperare?

Materiali traspiranti e dettagli costruttivi che permettono asciugatura delle pareti sono spesso sottovalutati. Anche la cura di microclimi interni e la diversificazione degli spazi possono essere utili nel progetto contemporaneo.

Senza professionisti come si fa a non sbagliare con una casa ermetica?

Non è facile. Test come il blower door e una progettazione che integri ventilazione meccanica controllata con recupero di calore aiutano. Anche monitoraggi semplici della qualitá dell aria sono strumenti utili per capire cosa serve in ogni situazione.

La ventilazione meccanica è sempre la risposta?

Spesso è la risposta migliore per edifici molto isolati ma occorre che sia ben dimensionata e mantenuta. Non è una bacchetta magica se installata male o lasciata spenta. La progettazione deve pensare al funzionamento nel tempo non solo al giorno della consegna.

Posso combinare metodi tradizionali e tecnologie moderne?

Sì. Un approccio ibrido che usa materiali traspiranti e sistemi di ventilazione controllata è spesso molto efficace. La scelta dipende dal clima e dallo schema costruttivo e richiede valutazione caso per caso.

Non ho esaurito tutto. Non voglio nemmeno convincere tutti. Ma credo che il passato ci offra spunti concreti da non buttare insieme alle vecchie tegole. Progettare bene significa saper scegliere cosa tenere e cosa rinnovare.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens.
    Born in Avellino, Italy, Antonio developed a passion for cooking at a young age, learning traditional Italian techniques from his family. He began formal culinary training at the age of 15 and has since built a career defined by discipline, craftsmanship, and a deep respect for authentic Italian cuisine.
    Throughout his career, Antonio has worked at prestigious establishments including:

    Hotel Eden – Dorchester Collection

    Four Seasons Hotel Prague

    Verandah at Four Seasons Hotel

    Marco Beach Ocean Resort

    His culinary work has earned significant recognition, including:

    Zagat’s #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas

    Wine Spectator Best of Award of Excellence

    OpenTable Diners' Choice Awards

    Antonio specializes in authentic Italian cuisine with refined modern influences. His approach combines traditional foundations with efficiency, clarity of flavour, and professional techniques adapted for both restaurant and home kitchens.
    Today, Antonio shares his expertise through his personal platform and collaborations, offering:

    Authentic Italian recipes

    Practical kitchen techniques

    Ingredient knowledge and sourcing guidance

    Professional-level cooking methods simplified for home cooks

    He also contributes to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo, where his focus remains on maintaining authenticity while evolving with contemporary dining standards.
    Learn more:🌐 www.antoniominichiello.com🌐 https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

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