Perché il multitasking aumenta l affaticamento emotivo e come smettere di trattarlo come virtù

Il multitasking aumenta l affaticamento emotivo. Non è una provocazione, è una constatazione che ho visto ripetersi nelle persone che conosco e nei miei periodi peggiori di lavoro. All inizio si vende come una superforza: rispondere a messaggi mentre si partecipa a riunioni e preparare la cena con un podcast di sottofondo. Poi, dopo qualche settimana, arriva quella stanchezza che non passa col caffè. È una stanchezza che ha la voce delle preoccupazioni, dei ricordi incompleti, della sensazione di essere sempre a metà. In questo pezzo provo a spiegare perché il multitasking aumenta l affaticamento emotivo. Aggiungo osservazioni personali, qualche scomoda verità e un appello pratico sul modo in cui potremmo comportarci diversamente.

La differenza tra stanchezza fisica e stanchezza emotiva

La stanchezza fisica si riconosce immediatamente. La stanchezza emotiva è più subdola. Si manifesta come irritabilità, come una certa apatia verso attività che prima piacevano, come la difficoltà a ricordare conversazioni importanti. Fare più cose insieme non prosciuga solo attenzione. Trasforma la qualità delle emozioni. Anche un buon momento diventa sfumato, privo di contorni. Questo effetto non è solo un dettaglio accessorio: erode il senso di sé e la capacità di recupero.

Perché il multitasking aumenta l affaticamento emotivo

1. Le continui finestre emotive aperte

Immagina di avere più finestre aperte nella testa, ciascuna con una temperatura emotiva diversa. Il multitasking obbliga il cervello a cambiare finestra ogni pochi minuti. Ogni cambio richiede una microregolazione emotiva: adeguare tono di voce, ricalibrare l empatia, modulare aspettative. Queste microregolazioni accumulano una fatica che somiglia a quella muscolare dopo ripetuti piccoli sforzi. Non è che senti meno emozioni. Le senti più sfilacciate.

2. La perdita di tracce affettive

Quando si passa velocemente da un compito a un altro i ricordi vengono immagazzinati come appunti frammentati. Le emozioni che accompagnano quegli appunti non trovano un luogo dove stabilizzarsi. Il risultato è una memoria affettiva povera: ricorderai di aver fatto qualcosa ma non come ti ha fatto sentire. È un impoverimento della narrazione interna che, nel medio termine, può far sembrare la vita meno piena e più faticosa.

3. Sovraccarico cognitivo e risorse emotive

La ricerca mostra che il cervello umano ha limiti nel trattenere e manipolare informazioni contemporaneamente. Questa limitazione non riguarda solo il ragionamento freddo ma anche la regolazione emotiva. Se molte risorse sono assorbite dal gestire input multipli, quelle rimaste per capire e digerire le proprie emozioni sono poche. Ecco perché dopo una giornata di multitasking non solo sei stanco ma anche meno capace di comprendere quello che provi.

It turns out multitaskers are terrible at every aspect of multitasking. They’re terrible at ignoring irrelevant information. They’re terrible at keeping information in their head nicely and neatly organized. And they’re terrible at switching from one task to another. Clifford Nass Professor of Communication Stanford University

La citazione di Clifford Nass sintetizza un punto cruciale: il problema non è solo performance ma anche gestione emotiva. Se non riusciamo a tenere ordini mentali stabili, le emozioni seguono il disordine.

Una esperienza personale che non è una prova scientifica ma conta

In un periodo in cui lavoravo su tre progetti contemporaneamente mi illudevo di essere efficiente. Alla fine della giornata non ricordavo quasi nulla di ciò che era successo. Le conversazioni con amici sembravano fatte di frammenti. Non passavo alla fase di riflessione. Sapevo che qualcosa non andava, ma non sapevo come chiamarla. Chiamerò questo stato smarrimento nervoso. Non è romantico. È reale.

Alcuni effetti collaterali meno raccontati

Il primo è l annullamento emotivo: l abitudine a proteggersi dalle sensazioni per non essere travolti dal flusso. Si finisce per ridurre l intensità delle emozioni anche quando sarebbe utile sentirle, per esempio in relazioni importanti. Il secondo è la sovraesposizione emotiva: saltare da una finestra emotiva all altra costantemente ti rende ipersensibile a piccoli stimoli, che prendono proporzioni fastidiose. Il terzo è la difficoltà a recuperare: il riposo non è più di qualità perché la mente fatica a scendere di giri.

Perché le soluzioni vendute spesso falliscono

Molte guide pratiche promettono checklist, tecniche di time blocking o app che bloccano il telefono. Sono utili ma non bastano. Tutte affrontano la superficie: meno notifiche, più focus. Non considerano che il multitasking non è solo un comportamento ma un modo di vivere che tocca identità, status e abitudini sociali. Molti continuano perché il multitasking è premiato culturalmente. Ammettere di rallentare può sembrare un rischio di immagine. E così si continua a sopportare l affaticamento emotivo come se fosse il prezzo del successo.

Una posizione non neutra

Penso che parlare continuamente di produttività senza parlare di costi emotivi sia irresponsabile. Il valore del lavoro non può essere misurato solo in output. Dico questo non per moralismo ma perché ho visto persone cedere pezzi importanti di sé a favore di una produttività illusoria. La soluzione non è il ritorno a un lavoro lento ad ogni costo. È un ripensamento che tenga conto della qualità emotiva della vita.

Qualche idea pratica e non banale

Non lo chiamo lista di regole. Sono suggerimenti che ho testato o osservato.

Primo. Separare per contesti emotivi. Designa momenti dove è plausibile che arrivino notizie rilevanti e momenti dove non lo è. Secondo. Sperimentare mini transizioni: prima di rispondere a una mail che evoca emozione prenditi trenta secondi per nominare a voce alta come ti senti. Terzo. Allenare la memoria affettiva: dopo una conversazione importante, scrivi una riga su come ti ha fatto sentire. Non è terapia è cura del tessuto emotivo.

Conclusione aperta

Non ho la presunzione di risolvere tutto. Questo testo è una mappa, non un manuale definitivo. Il multitasking aumenta l affaticamento emotivo perché spezza, sfilaccia, svuota. Se cambi qualcosa, probabilmente cambierà anche la tua soglia emotiva. Se non cambia nulla, preparati a perdere pezzi di intensità. E poi, a volte, la domanda giusta non è come fare tutto meglio ma cosa scegliere di fare perché conti davvero.

Problema Meccanismo Possibile reazione
Finestre emotive multiple Costanti microregolazioni emotive Stanchezza interna e irritabilità
Perdita di tracce affettive Memoria frammentata Senso di vuoto e distacco
Sovraccarico cognitivo Risorse scarse per la regolazione emotiva Ridotta capacità di comprendere sentimenti

FAQ

1 Che differenza c è tra stanchezza emotiva e burnout

La stanchezza emotiva è spesso il primo segnale. È una condizione che può essere reversibile con modifiche del comportamento e pause mirate. Il burnout è un processo più profondo e comporta anch esso dimensioni organizzative e relazionali. La prima è un campanello d allarme la seconda è uno stato più strutturato che richiede interventi più ampi.

2 Posso ridurre l affaticamento emotivo senza cambiare lavoro

Sì è possibile. Ridurre il multitasking coscientemente in specifici ambiti della giornata creare micro transizioni emotive e migliorare la qualità del riposo serale sono strategie pratiche. Il punto è essere intenzionali su dove spendi le tue risorse emotive e riconoscere che alcuni cambiamenti rischiano di essere percepiti dagli altri come lentezza.

3 Il multitasking ha anche aspetti positivi

Sì in contesti semplici o routinari può aumentare la sensazione di efficacia. Il problema nasce quando il multitasking viene applicato a compiti che richiedono presenza emotiva o pensiero profondo. Allora la presunta virtù si trasforma in un corto circuito emozionale.

4 Come capire se sono troppo abituato al multitasking

Osserva la qualità delle tue relazioni e la chiarezza dei tuoi ricordi. Se ti capita spesso di non ricordare momenti significativi o se le conversazioni ti sembrano pesanti o superficiali è un indicatore. Anche la difficoltà a provare gioia piena in attività che prima piacevano è un segnale importante.

5 Cosa non aspettarsi leggendo questo articolo

Non aspettarti ricette magiche o promesse di produttività istantanea. Qui propongo un cambio di prospettiva. Alcune soluzioni richiedono tempo e pratica. Non tutti i consigli funzionano per ogni persona. Serve sperimentazione e pazienza.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens.
    Born in Avellino, Italy, Antonio developed a passion for cooking at a young age, learning traditional Italian techniques from his family. He began formal culinary training at the age of 15 and has since built a career defined by discipline, craftsmanship, and a deep respect for authentic Italian cuisine.
    Throughout his career, Antonio has worked at prestigious establishments including:

    Hotel Eden – Dorchester Collection

    Four Seasons Hotel Prague

    Verandah at Four Seasons Hotel

    Marco Beach Ocean Resort

    His culinary work has earned significant recognition, including:

    Zagat’s #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas

    Wine Spectator Best of Award of Excellence

    OpenTable Diners' Choice Awards

    Antonio specializes in authentic Italian cuisine with refined modern influences. His approach combines traditional foundations with efficiency, clarity of flavour, and professional techniques adapted for both restaurant and home kitchens.
    Today, Antonio shares his expertise through his personal platform and collaborations, offering:

    Authentic Italian recipes

    Practical kitchen techniques

    Ingredient knowledge and sourcing guidance

    Professional-level cooking methods simplified for home cooks

    He also contributes to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo, where his focus remains on maintaining authenticity while evolving with contemporary dining standards.
    Learn more:🌐 www.antoniominichiello.com🌐 https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

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